Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili
Le Comunità Energetiche Rinnovabili — CER — sono soggetti giuridici a partecipazione volontaria che consentono a produttori e consumatori di energia elettrica di condividere l’energia rinnovabile prodotta all’interno di un perimetro geografico definito. La condivisione non avviene attraverso reti private, ma sfrutta la rete elettrica pubblica esistente: i membri della Comunità continuano ad essere connessi ai propri contatori individuali, e la “condivisione” viene calcolata in modo virtuale a partire dai dati orari dei singoli punti di prelievo e di immissione.
Il perimetro di riferimento è la cabina primaria di trasformazione AT/MT. Tutti i produttori e i consumatori collegati alla stessa cabina primaria possono, se aderiscono alla stessa CER, condividere virtualmente l’energia prodotta e accedere a un incentivo economico riconosciuto sull’energia effettivamente condivisa.
La novità: la soglia sale a 50.000 abitanti
Fino all’aggiornamento del Decreto CACER, l’accesso agli incentivi PNRR a fondo perduto a supporto della costituzione di nuove CER era riservato a comunità localizzate in comuni con meno di 5.000 abitanti. La soglia è stata alzata a 50.000 abitanti, aprendo l’accesso alla misura a un numero significativamente più ampio di territori.
Per il Centro Italia questo cambiamento ha un impatto pratico rilevante. Città come Frosinone, Cassino, Sora, Latina, Terni, Rieti rientrano nella nuova soglia e diventano quindi territori idonei alla costituzione di CER supportate da contributo PNRR. Prima dell’aggiornamento, l’accesso era limitato a piccoli centri con perimetri di consumo spesso troppo esigui per giustificare un modello CER strutturato.
Come funziona la tariffa incentivante GSE
Il beneficio economico principale per una CER è la tariffa incentivante riconosciuta dal GSE sull’energia condivisa oraria tra i membri della Comunità. La tariffa è riconosciuta per 20 anni dall’entrata in esercizio dell’impianto di produzione ed è strutturata in due componenti.
Una componente fissa decrescente in funzione della taglia dell’impianto: 80 €/MWh per impianti fino a 200 kW, 70 €/MWh per impianti tra 200 e 600 kW, 60 €/MWh per impianti oltre 600 kW. Una componente variabile che dipende dal prezzo zonale dell’energia elettrica: quando il prezzo di mercato è basso, la componente variabile compensa parzialmente il minor valore commerciale dell’energia; quando il prezzo è alto, la componente variabile si riduce.
La somma delle due componenti è comunque plafonata: 120 €/MWh per impianti fino a 200 kW, 110 €/MWh tra 200 e 600 kW, 100 €/MWh oltre 600 kW. Per gli impianti fotovoltaici è inoltre prevista una maggiorazione geografica che compensa il diverso irraggiamento tra Nord e Sud: +10 €/MWh per il Nord, +4 €/MWh per il Centro.
Il modello concreto per un’impresa
Un caso ricorrente nelle zone industriali del Centro Italia è quello dell’azienda manifatturiera con una copertura di dimensioni significative, un consumo elettrico distribuito nell’arco della giornata ma non sufficiente a saturare la produzione fotovoltaica potenziale. Da sola, l’impresa investirebbe in un impianto sotto-dimensionato rispetto alla superficie disponibile, per non cedere in rete troppa energia a bassa remunerazione.
Inserendo lo stesso impianto in una CER, il calcolo cambia. L’energia prodotta in eccesso rispetto ai consumi dell’impresa non viene ceduta alla rete a tariffa spot, ma viene condivisa virtualmente con altri consumatori dello stesso perimetro di cabina primaria — altre imprese della stessa zona industriale, artigiani, condomini, esercizi commerciali — che la “assorbono” nelle proprie fasce di consumo. Sull’energia condivisa il GSE riconosce la tariffa incentivante, e il ritorno dell’investimento migliora sensibilmente rispetto al modello di solo autoconsumo.
Le fasi di costituzione di una CER
La costituzione di una CER è un percorso strutturato che tocca aspetti tecnici, legali, fiscali e amministrativi. Ognuna di queste fasi richiede competenze specifiche, e per un’impresa che valuta l’ingresso o la promozione di una CER è utile avere una mappa chiara del processo.
La prima fase è l’analisi di prefattibilità: definizione del perimetro di cabina primaria di riferimento, mappatura dei potenziali membri, verifica della compatibilità dei profili di consumo con la produzione fotovoltaica attesa. Segue la progettazione dell’impianto di produzione a servizio della CER, con un dimensionamento coerente con la capacità di assorbimento reale dei membri.
La costituzione giuridica della CER — associazione, cooperativa o altro modello riconosciuto dalla normativa — è di competenza di professionisti legali e fiscali. La qualifica presso il GSE e la gestione documentale successiva vengono svolte in coordinamento tra i professionisti coinvolti e il gestore tecnico dell’impianto.
Il nostro ruolo
Il nostro perimetro è quello tecnico e ingegneristico. Ci occupiamo dell’analisi di prefattibilità sul lato produzione, della progettazione dell’impianto fotovoltaico a servizio della CER, del supporto alla configurazione tecnica presso il GSE e del coordinamento con gli altri professionisti coinvolti.
Il nostro Team Engineering ha già maturato esperienza operativa nella progettazione e realizzazione di impianti a servizio di CER attive sul territorio, e questo consente di anticipare in fase di progettazione le criticità tecniche che emergono più spesso: dimensionamento coerente con i profili di consumo reali dei membri, gestione della relazione con il Distributore, configurazione della qualifica GSE.
Vuoi valutare una CER per la tua azienda o per il tuo territorio?
Se rappresenti un’impresa che vuole promuovere una CER nella propria area industriale, un’amministrazione locale interessata a costituire una CER sul proprio territorio, o un consorzio di imprese che vuole valutare la fattibilità del modello, il nostro Team Engineering può affiancarti nella fase di prefattibilità tecnica.