Cos’è l’iperammortamento 2026
L’iperammortamento 2026 è una maggiorazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025) che consente alle imprese di dedurre, ai fini del calcolo delle imposte sul reddito, un importo superiore al costo effettivo sostenuto per l’acquisto di determinati beni strumentali. Tra i beni agevolabili rientrano, come novità rilevante rispetto alle misure precedenti, gli impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo, e quindi anche gli impianti fotovoltaici industriali e i sistemi di accumulo BESS ad essi collegati.
Non si tratta di un contributo diretto né di un credito d’imposta compensabile in F24. Il meccanismo è quello dell’ammortamento fiscale maggiorato: il costo dell’impianto viene maggiorato di una percentuale variabile in funzione dell’importo dell’investimento, e la base così ottenuta è quella su cui l’impresa calcola le quote di ammortamento fiscalmente deducibili anno per anno. L’effetto pratico è una riduzione dell’imposta IRES (o IRPEF per le imprese individuali) proporzionale al beneficio maturato.
Le aliquote a scaglioni
La misura prevede tre scaglioni di investimento, con aliquote di maggiorazione decrescenti al crescere dell’importo:
- Fino a 2,5 milioni di euro: maggiorazione del 180%
- Da 2,5 a 10 milioni di euro: maggiorazione del 100%
- Da 10 a 20 milioni di euro: maggiorazione del 50%
Un’impresa che investe 500.000 euro in un impianto fotovoltaico rientra interamente nel primo scaglione: potrà dedurre, oltre al costo pieno del bene, un ulteriore 180% dello stesso — cioè 900.000 euro in più — distribuiti sugli anni di ammortamento fiscale del bene.
Un investimento superiore, ad esempio 4 milioni di euro, rientra parzialmente nel primo scaglione (fino a 2,5 milioni al 180%) e parzialmente nel secondo (i restanti 1,5 milioni al 100%): il beneficio complessivo si calcola sommando le due componenti.
Finestra temporale e requisiti di attivazione
La misura si applica agli investimenti effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Nel caso degli impianti di autoproduzione energetica, il “completamento” dell’investimento coincide sostanzialmente con la data di fine lavori come definita dalla disciplina attuativa, non con la semplice data di ordine dei componenti.
Perché un’impresa possa accedere al beneficio, l’investimento deve rispondere a tre requisiti chiave. Il bene deve essere nuovo di fabbrica e destinato a strutture produttive in Italia. Deve trattarsi di un impianto per l’autoproduzione di energia rinnovabile destinato all’autoconsumo — la vendita totale dell’energia in rete non è compatibile con la misura. Deve infine essere accompagnato da una procedura di comunicazione al GSE, articolata su comunicazioni successive lungo l’iter di realizzazione, e da adeguata documentazione tecnica.
Cosa rientra nel perimetro dell’agevolazione
La maggiorazione si applica al costo di acquisizione dei beni strumentali che concorrono alla realizzazione dell’impianto: moduli fotovoltaici, inverter, sistemi di accumulo asserviti all’impianto agevolato, strutture di supporto, quadristica elettrica, sistemi di monitoraggio.
Un tema di particolare attenzione riguarda i sistemi di accumulo BESS: rientrano nell’agevolazione se sono asserviti a un impianto fotovoltaico agevolato realizzato contestualmente. Un BESS installato su un impianto fotovoltaico preesistente, come intervento indipendente, non accede alla misura nella stessa formulazione — un punto tecnico che va verificato caso per caso in fase di progettazione.
Sono agevolabili anche le opere accessorie strettamente funzionali all’impianto: adeguamenti della copertura per l’installazione, opere di connessione alla rete, cabine di trasformazione MT/BT per gli impianti di taglia maggiore.
Un esempio pratico
Consideriamo un’impresa manifatturiera che decide di installare un impianto fotovoltaico industriale da 500 kWp sulla copertura del proprio capannone, per un investimento complessivo di 400.000 euro. L’impianto rientra interamente nel primo scaglione della misura.
La maggiorazione del 180% consente all’impresa di applicare l’ammortamento fiscale su una base di 1.120.000 euro anziché sui 400.000 effettivamente pagati (400.000 + 720.000 di maggiorazione). Considerando un’aliquota IRES del 24% e distribuendo il beneficio lungo il periodo di ammortamento fiscale del bene, l’impresa ottiene un risparmio fiscale complessivo pari a circa il 43% del costo dell’investimento — a cui si aggiunge, ovviamente, il risparmio in bolletta generato dall’autoconsumo dell’energia prodotta.
I numeri esatti dipendono dall’aliquota fiscale effettiva dell’impresa, dal piano di ammortamento adottato e dall’eventuale accesso all’aliquota maggiorata “green”, riservata agli investimenti che generano una riduzione certificata dei consumi energetici del sito produttivo.
Pianificare per tempo
Un impianto fotovoltaico industriale non si progetta in poche settimane. Tra sopralluogo, studio di fattibilità, progettazione, iter autorizzativo, ordini della componentistica, installazione e collaudo, un progetto ben condotto richiede tipicamente da 6 a 12 mesi — di più per gli impianti a terra soggetti a procedimenti autorizzativi complessi.
Le imprese che intendono cogliere l’iperammortamento hanno davanti una finestra ampia ma non infinita. Avviare la progettazione nel corso del 2026 significa arrivare pronti alla realizzazione con tempi tecnici confortevoli. Rimandare significa comprimere le fasi progettuali o rischiare di scivolare oltre la finestra utile.
Come lavoriamo su un progetto con iperammortamento
Il nostro Team Engineering affianca l’impresa in tutte le fasi tecniche del progetto: analisi dei profili di carico aziendali, dimensionamento dell’impianto sull’obiettivo di autoconsumo, progettazione elettrica e strutturale, gestione dell’iter autorizzativo, pratiche di connessione e comunicazioni al GSE. Il modello operativo è quello EPC chiavi in mano: un solo interlocutore per tutte le fasi tecniche, dalla firma del preventivo alla messa in esercizio.
La parte fiscale — quantificazione del beneficio, adeguamento contabile, dichiarazioni — resta di competenza del commercialista dell’impresa. Il nostro contributo è tecnico: garantire che l’impianto sia progettato e documentato in coerenza con i requisiti richiesti dalla misura, in modo che il commercialista possa applicarla senza ostacoli formali.
Vuoi valutare un progetto?
Se stai considerando un investimento in un impianto fotovoltaico industriale o in un sistema di accumulo e vuoi capire come l’iperammortamento 2026 si applica al tuo caso, il nostro Team Engineering è a disposizione per una prima valutazione tecnica ed economica. La prima analisi è senza impegno.